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giovedì 23 febbraio 2012

LBO: leveraged buy out:Come ti compro l'azienda!

  • Il Leveraged buy-out è un’operazione che permette di acquisire un’azienda (target) o singole attività patrimoniali di essa mediante il ricorso all’indebitamento che, perfezionata l’operazione, è destinato ad essere rimborsato con mezzi di pertinenza della società acquisita.
  • Il Leveraged management buy-out (LMBO) è una operazione di acquisizione in cui gli acquirenti sono manager che provengono dall’impresa oggetto di acquisizione.
  • L’operazione di Leveraged family buy-out (LFBO) viene effettuata da familiari che già possedevano la qualifica  di soci dell’impresa obiettivo e che diventano soci della società NewCo.
1.Fase 1:
1.Individuazione della società target (caratterizzata da una buona redditività, e basso livello di indebitamento)
2.Predisposizione Business Plan dell’operazione e valutazione fattibilità
3.Identificazione Advisors per assistere l’acquirente
4.Costituzione di una azienda NewCo ( dotata di limitati mezzi propri)
5.Reperimento presso finanziatori terzi del capitale di debito in capo alla Newco per finanziare l’operazione di LBO
2.Fase 2:
1.Acquisizione del pacchetto di maggioranza dell’azienda target da parte della Newco
3.Fase 3:
1.Fusione tra azienda target e azienda Newco
2.Rimborso del finanziamento mediante Cash Flow generato dall’azienda risultante dalla fusione. (Tra le modalità di rimborso del debito vi è anche la possibilità di dismettere asset aziendali non più strategici).
3.Gli effetti fiscali dell’operazione risultano neutri.

Le acquisizioni Leveraged Buy Out poste in essere da dirigenti o da familiari sono interpretabili come modalità:
per ridurre i costi di agenzia connessi al conflitto d’interessi tra i proprietari (passivi) e coloro che guidano l’impresa;
per ottimizzare l’impiego dei free cash flow, così da attenuare le probabilità di fallimento dell’azienda dovute ad un uso inefficiente delle risorse;
anche se praticate su imprese familiari con proprietà e direzione coincidenti, le operazioni di LBO possono giocare un ruolo positivo sui risultati aziendali in quanto capaci di stimolare il gruppo imprenditoriale ad effettuare un impiego più oculato delle risorse, evitando un eccessivo rilassamento organizzativo e direzionale

martedì 19 aprile 2011

FORBES: la crisi delle PMI e la ricerca di nuove fonti di finanziamento

"...Per il 29% delle Pmi italiane, nel 2010 il problema numero uno è stato l'incertezza finanziaria, per un altro 29% la carenza di nuovi clienti e per un ulteriore 25% l'accesso a credito e finanziamenti.
A registrare una crescita di fatturato nel 2010 è stato il 24%. Risultato opposto per il 34%, mentre sostanziale stabilità è stata registrata dal 42% delle Pmi intervistate. In generale, si teme molto per la solidità del proprio patrimonio: il 45% ha lamentato la mancanza di risorse finanziarie adeguate per girae la boa dopo la crisi."
"Il tallone d'Achille resta però la liquidità: negli ultimi due anni l'86% ha dovuto chiedere un finanziamento ma solo il 12% lo ha ottenuto per l'intera somma richiesta (molto meno che negli altri paesi) e il 14% non ha ricevuto nulla. Nonostante i piani statali e bancari, dunque, la percezione delle Pmi italiane su stretta creditizia e accesso al credito è in molti casi peggiorato (35%) nel post-crisi.

Come ottenere credito o capitale di debito? La forma più comune sono i prestiti bancari garantiti (39%), dipo di che si tende a ricorrere a carte di credito aziendali (28%), fidi bancari garantiti (27%) e credito commerciale (25%). Perchè si chiedono i finanziamenti? Gli obiettivi primari sono: espansione nazionale (31%), miglioramento della capacità (27%), investimento in nuove tecnologie (24%)."



Fonte:
http://www.pmi.it/lavoro-e-imprenditoria/articoli/8808/forbes-pmi-in-crisi-in-cerca-di-fondi.html
 Indagine Forbes Insights - "Small and Medium-Sized Enterprises: Rebuilding a Foundation for Post-Recovery Growth"

venerdì 4 marzo 2011

€ -Coin Marzo 2011: nulla di nuovo all'orizzonte...

"In marzo €-coin è rimasto sostanzialmente stabile per il secondo mese consecutivo, allo 0,79%.



Sostenuta dai risultati favorevoli delle inchieste presso le imprese, la dinamica dell’indicatore è stata frenata dagli andamenti della produzione industriale e del mercato del lavoro"
Fonte: http://www.bancad'italia.it/

venerdì 4 febbraio 2011

L'indicatore €-Coin : prevedere il futuro economico europeo

In gennaio €-coin è rimasto stabile (0,48% rispetto allo 0,49 di dicembre). La dinamica di fondo dell’economia dell’area dell’euro stimata dall’indicatore continua a risultare compatibile con un tasso di crescita del 2% in ragione d’anno.


€-coin – sviluppato dalla Banca d'Italia – fornisce in tempo reale una stima sintetica del quadro congiunturale corrente nell’area dell’euro. €-coin esprime tale indicazione in termini di tasso di crescita trimestrale del PIL depurato dalle componenti più erratiche (stagionalità, errori di misura e volatilità di breve periodo). €-coin è pubblicato mensilmente dalla Banca d'Italia e dal CEPR.

La stima di €-coin è ottenuta sfruttando un vasto insieme di serie storiche macroeconomiche (quali, ad esempio, gli indici di produzione industriale, i sondaggi congiunturali, gli indicatori di domanda e gli indici di borsa) da cui viene estratta l’informazione rilevante per la previsione della dinamica di fondo del prodotto nell’area.
Data la sua tempestività, la stima di €-coin precede di alcuni mesi l’uscita del dato ufficiale sulla crescita del PIL nell’area rilasciata dall’Eurostat e si caratterizza per le sue buone proprietà anticipatrici del tasso di crescita del PIL trimestrale al netto delle componenti erratiche e di breve periodo.
In particolare, l’indicatore fornisce una stima della dinamica di fondo del PIL con le seguenti proprietà:
(i) ha frequenza mensile e anticipa di alcuni mesi la stima ufficiale della crescita del PIL nell’area;
(ii) è immune da oscillazioni di breve periodo e errori di misura che caratterizzano la crescita trimestrale del PIL, segnalando così la dinamica di fondo dell’attività nell’area dell’euro.

Fonte: http://www.bancaditalia.it/

Per Approfondire:
d’Italia, Temi di Discussione N. 631


http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/temidi/td07/td631_07/td631

http://eurocoin.bancaditalia.it

http://eurocoin.cepr.org

giovedì 23 dicembre 2010

La lettera di credito

Garanzia scritta da parte di una banca che si impegna a versare un determinato importo al beneficiario e venditore, per conto dell'acquirente, a patto che il beneficiario consegni i documenti conformi al credito entro i termini pattuiti.
Il credito documentario serve a garantire il corretto svolgimento delle operazioni di pagamento e di credito di una fornitura di merci, segnatamente nell'ambito commerciale. L'esecuzione prevede il coinvolgimento di una o più banche. La banca che apre il credito, la quale agisce su richiesta e in conformità alle istruzioni dell'acquirente (committente), deve effettuare il pagamento al venditore (beneficiario) o al suo ordine, oppure pagare, accettare o negoziare la cambiale tratta dal beneficiario contro consegna dei documenti comprovanti che la merce acquistata è stata spedita. Oppure ancora può autorizzare un'altra banca ad effettuare tali pagamenti od operazioni su cambiali a patto che, ovviamente, le condizioni del credito documentario siano soddisfatte.
Gli ordini di apertura, conferma o avviso di un credito documentario devono descrivere con assoluta precisione i documenti prescritti. Questi possono essere costituiti da documenti comprovanti la spedizione o la ricezione a bordo delle merci (polizze di carico), da documenti assicurativi, da fatture, da attestati consolari, da certificati di origine, da certificati di peso e di qualità.
Il credito documentario può essere revocabile o irrevocabile. In assenza di istruzioni specifiche è irrevocabile. Le modalità che regolano i crediti documentari sono fissate nelle «Norme ed Usi Uniformi relativi ai Crediti Documentari» (NUU), pubblicate dalla Camera di commercio internazionale di Parigi.
 Credito documentario back to back (back-to-back documentary credit)

Riferito a un credito documentario che viene acceso a favore di un altro beneficiario sulla base di un credito documentario esistente non trasferibile (credito documentario di base). Viene utilizzato soprattutto nelle transazioni intermedie, se il credito documentario di base non può essere reso trasferibile e/o le condizioni dei due crediti documentari non coincidono.
 Credito documentario irrevocabile (irrevocable letter of credit)

Accreditivo che non può essere modificato o annullato senza previo consenso delle parti interessate. Il credito documentario irrevocabile rappresenta la norma nel commercio internazionale e garantisce al venditore che la banca emittente effettui il pagamento dietro presentazione nei termini utili dei documenti conformi al credito documentario. Qualora il versamento avvenga attraverso una banca corrispondente, la banca emittente ha la facoltà di chiedere a quest'ultima, su richiesta del cliente, non solo di notificare il credito documentario irrevocabile ma anche di confermarlo. In questo modo, la banca corrispondente si assume l'obbligo dell'esecuzione del pagamento nel luogo del beneficiario, dietro presentazione dei documenti prescritti (credito confermato).
 Credito documentario revocabile (revocable letter of credit)

Credito documentario che può essere modificato o annullato in qualsiasi momento. A causa dello scarso livello di sicurezza il credito documentario revocabile viene utilizzato raramente.
 Credito documentario trasferibile (transferable letter of credit)

Credito documentario in cui il beneficiario può incaricare la banca esplicitamente abilitata nel contratto a rendere disponibile la totalità o una parte del credito documentario a favore di uno o più beneficiari.
www.ubs.com

venerdì 17 dicembre 2010

Anticipi su fatture, salvo buon fine di effetti e sconto di effetti : le operazioni di finanziamento a breve termine delle imprese


Le operazioni di finanziamento che le banche compiono per dare in prestito a imprese e famiglie i capitali raccolti con depositi e C/C sono le seguenti:
1. Sconto di effetti
2. Salvo buon fine (Sbf) di effetti e Ricevute Bancarie (Ri.Ba.)
3. Anticipo su fatture
4. Aperture di credito in C/C (meglio conosciute come scoperti di conto)
5. Mutui
Queste diverse forme di prestito coprono tutte le esigenze e finalità di finanziamento, sia avendo riguardo alle necessità tipiche di un’azienda, sia con riferimento ai bisogni delle famiglie.
Vediamo le caratteristiche principali di ogni singola operazione di credito bancario.
1. Sconto di effetti
Attraverso lo sconto di effetti - pagherò e tratte (accettate e non accettate) - il creditore/beneficiario ha la possibilità di ricevere subito l’importo delle cambiali, senza aspettare la loro scadenza (tecnicamente si dice “smobilizzo del credito”), mediante il trasferimento alla Banca delle cambiali stesse ed accredito in C/C di una somma pari al valore facciale degli effetti detratto lo “sconto”, cioè un importo, calcolato appunto con la formula dello sconto, che tiene conto del valore del capitale, del tasso e del tempo intercorrente tra la data dell’operazione e la scadenza. La Banca diviene il nuovo beneficiario delle cambiali, che entrano quindi nel suo portafoglio. Alla scadenza sarà la Banca a provvedere all’incasso degli effetti, che tratterrà come rimborso del prestito concesso al cliente affidato. E’ importante evidenziare che la cessione delle cambiali avviene salvo buon fine (s.b.f.), per cui in caso di mancato pagamento dei titoli, la Banca potrà sempre rivalersi sul cedente allo sconto. Il fido concesso per queste operazioni di sconto prende tecnicamente il nome di “castelletto” bancario e questa forma di finanziamento è adatta soprattutto agli operatori commerciali che hanno necessità di liquidare, prima della normale scadenza, i crediti derivanti dalla loro attività economica.
2. Salvo buon fine di effetti e Ricevute Bancarie (Ri.Ba.)
Diverso dallo sconto è il finanziamento mediante cessione Sbf di effetti o Ri.Ba., anche se spesso le due operazioni vengono confuse fra di loro. In realtà il Sbf non è uno sconto, bensì un incasso di effetti, da non confondere con la cessione di cambiali al “dopo incasso”, che non è un prestito, ma un semplice servizio offerto dalla Banca. Nel caso del Sbf il cliente che è stato affidato (con un “castelletto Sbf”) riceve, in conseguenza del trasferimento di effetti alla Banca, l’intero valore nominale dei titoli, detratte le sole commissioni d’incasso, d’importo contenuto. La somma corrispondente viene accreditata sul C/C del cedente e la Banca provvederà alla scadenza ad incassare le cambiali di cui è divenuta beneficiaria, come nel caso dello sconto. L’importo dell’anticipo al cedente affidato è però accreditato in C/C con una valuta (cioè il giorno da cui partono gli interessi) di qualche giorno successiva alla scadenza media delle cambiali trasferite. In questo modo, nel momento in cui il correntista preleva la somma per le sue necessità, si determina uno “scoperto di valuta” sul suo conto e la conseguente maturazione di interessi a debito. Questi ultimi costituiscono appunto l’interesse (il costo per l’affidato) dell’operazione di Salvo buon fine. Interessante è la circostanza che il Sbf può essere concesso non solo dietro cessione di titoli cambiari, ma anche di Ricevute Bancarie (c.d. Ri.Ba.). Esse, molto utilizzate nelle transazioni commerciali, non sono altro che semplici documenti dai quali risulta la somma che il debitore deve al creditore, il riferimento alla fattura, nonché gli estremi delle parti della compravendita. Con lo sviluppo della telematica, le Ri.Ba. sono ormai, di fatto, dematerializzate (cioè sono semplici flussi d’informazioni senza consistenza cartacea).
3. Anticipo su fatture
Attraverso questa modalità di finanziamento gli imprenditori (cui è necessariamente rivolta l’operazione) possono ottenere immediatamente dalla Banca il 70% ca. dell’imponibile delle fatture emesse. L’anticipo su fatture è dunque un importante strumento per liquidare i crediti commerciali scaturenti dall’esercizio di un’attività economica e riguarda commercianti ed artigiani che hanno incassi a tot giorni dal ricevimento fattura, cioè coloro che concedono ai propri clienti pagamenti cosiddetti “a respiro”.
Fonte Pilllole di tecnica bancaria

venerdì 10 dicembre 2010

I fiori all'occhiello dell'Italia: Amplifon


Amplifon, quotato al Mercato Telematico Azionario della Borsa Italiana, è il gruppo leader mondiale nel settore della distribuzione ed applicazione personalizzata di apparecchi acustici, nato agli inizi degli anni '50 per iniziativa di Charles Holland. La società, con sede a Milano, è ora presente in 13 diversi paesi con il marchio Amplifon o con quelli delle società acquisite a partire dagli anni '90.
Il core business risiede nella distribuzione di sistemi uditivi (apparecchi acustici) e nel loro adattamento e personalizzazione alle esigenze dei pazienti ipoacusici, attività che rappresentano il 98% del fatturato consolidato; la restante percentuale del business é invece rappresentata dallo sviluppo, produzione e commercializzazione di apparecchiature biomedicali, è attività attualmente in dismissione. Il gruppo può contare su una rete di distribuzione di oltre 3.000 punti vendita specializzati, 3.500 centri autorizzati, 2.000 negozi affiliati e oltre 3.500 audioprotesisti.
Oltre all'Italia, dove detiene il 43% di mercato, il Gruppo è attualmente presente in Francia, Olanda, Germania, Portogallo, Spagna, Svizzera, Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Egitto, Ungheria e Belgio.
Negli ultimi anni il Gruppo Amplifon ha avviato un processo di internazionalizzazione che, mediante acquisizioni di aziende leader, ha permesso di entrare sui principali mercati europei e su quello americano. Grazie anche alle acquisizioni, il fatturato consolidato ha registrato negli ultimi nove anni un CAGR del 17%, mentre il margine operativo lordo è cresciuto con un CAGR del 28%.
La strategia di Amplifon per i prossimi anni è quella di consolidare la leadership di mercato a livello mondiale attraverso una solida crescita organica e un’aggressiva crescita per linee esterne. La crescita per linee esterne consisterà nella prosecuzione del processo di internazionalizzazione su mercati che presentano interessanti opportunità di sviluppo.
www.amplifon.it

mercoledì 3 novembre 2010

Il controllo di gestione di un call - center

Organizzazione del Call Center
Per ogni Campagna il servizio viene svolto/erogato con l’ausilio delle seguenti risorse:

- sistema ICT, ovvero il sistema informatico e di telecomunicazioni di gestione dei contatti telefonici (“computer/server/centralino telefonico che, utilizzando anche basi dati fornite dai clienti, governa il traffico telefonico in entrata/uscita smistando le chiamate sulle postazioni degli operatori, registrando i dati tecnici e quantitativi salienti, supportando con basi dati pertinenti l’interazione degli operatori con gli interlocutori, effettuando operazioni di filtro e di riconoscimento/abilitazione degli interlocutori, elaborando statistiche e rendiconti quantitativi della campagna, ecc.);
- operatori dedicati alla gestione dei contatti telefonici relativi ad una o più campagne, retribuiti in base ai livelli contrattuali di categoria per i dipendenti dedicati al servizio inbound, e retribuiti in base al tempo di log-on nel caso degli operatori dedicati al servizio outbound, normalmente non dipendenti ingaggiati con forma varie di collaborazione ;
- supervisione dell’attività degli operatori da parte di risorse qualificate con funzioni di coordinamento/supporto;
- postazioni di lavoro dotate di schermo, tastiera e di microfono/cuffia telefonici;
- infrastrutture ricettive dotate di servizi e impianti tecnologici (locali e relativi servizi ausiliari di condizionamento, ristoro, ecc.);
- strutture amministrative per la gestione dei rapporti contrattuali con clienti in merito alle campagne, operatori, fornitori specifici, ecc.;
- figure commerciali dedicate alla gestione dei rapporti con i clienti in merito allo svolgimento delle Campagne. Si tratta degli “Account Manager” che formalizzano con i clienti contenuti, modalità, condizioni, ecc. delle Campagne, seguono il relativo andamento e interagiscono con il referente del cliente per risolvere le situazioni critiche che si presentano, promuovono la vendita di nuovi servizi, ecc.; in genere sono incentivati in funzione dei risultati dei clienti loro affidati (“portafoglio”);
- figure commerciali dedicate allo sviluppo delle vendite (Venditori veri e propri retribuiti normalmente in misura totale o parziale in funzione delle vendite acquisite).



Per mettere i Responsabili dell’Azienda in grado di esercitare il Controllo di Gestione di una realtà così descritta in termini di efficacia, efficienza e redditività, è necessario:

- rilevare i ricavi ed i costi per natura (Conto), per Responsabilità (Centro di Ricavo/Costo) e, ove possibile, per Destinazione (Commessa)
- determinare il costo dei servizi ausiliari che operano a supporto dei Centri Produttivi e dei Centri di Struttura (Funzioni centrali di staff)
- determinare il “costo industriale” orario (comprensivo di costi diretti e di quota dei servizi ausiliari ripartiti sulla base di parametri oggettivi rappresentativi dell’assorbimento di risorse) dei Centri Produttivi (Operatori IN e Operatori OUT)
- rilevare per ogni Campagna (in corso d’opera e al termine) i ricavi, i costi diretti esterni attribuibili univocamente (es. acquisto di database) e i costi industriali di produzione (ottenuti valorizzando i tempi di espletamento del servizio con i costi orari sopra determinati) al fine di determinare con un buon grado di accuratezza i relativi margini operativi (necessari per coprire i costi indiretti di struttura non computati nel costo orario di cui sopra);
- elaborare rendiconti economici di Campagna e di tutta l’Azienda, evidenziando i vari margini intermedi fino al risultato finale, nonché i parametri più significativi (rapporto fra durata conversazioni e tempi di log-on, durata media delle conversazioni, ecc.);
- elaborare statistiche di costo e di redditività per i vari tipi di servizi offerti / erogati, anche al fine di disporre di un valido supporto informativo per le attività di preventivazione e di formulazione delle offerte (mediante la creazione di veri e propri standard di prestazione/costo) ;
- elaborare previsioni commerciali ed il Budget operativo di esercizio
- rilevare gli avanzamenti rispetto al Budget ed evidenziare gli scostamenti salienti al fine di indirizzare gli interventi correttivi del caso.

domenica 25 ottobre 2009

L'angolo delle buone notizie: Ottobre 2009 - Il fondo Intesa per le PMI

Banca intesa lancia un fondo per le piccole e medie imprese
Intesa Sanpaolo sarebbe in procinto di lanciare un fondo nazionale di circa 300 milioni per il private equity rivolto alle PMI; la richiesta di approvazione alla BAnca d'Italia è stata avanzata già in agosto.
Il fondo si chiamera Impresa Italia e proseguirà il percorso iniziato da Sanpaolo Imicon Nord Impresa, Centro Impresa e Mezzogiorno.
Il target dell'istituto: PMI con ricavi conpresi tra 10 e 150 milioni,con maggior attenzione alla parte alta del target, contrariamento a quello dei tra istitui ereditati da Sanpaolo IMI.
Fonte: ilsole24ore - speciale PMI 24 ottobre 2009

sabato 19 settembre 2009

Nasce Imprebanca! La banca degli imprenditori romani

L'ANGOLO DELLE BUONE NOTIZIE!
Si chiama Imprebanca, il nuovo istituto di credito delle piccole e medie imprese laziali, presentata dal presidente Confcommercio Roma e Lazio, Cesare Pambianchi, e quello della Finnat, Giampiero Nattino, e che sarà operativa dal 2010 con 4 sportelli.
La prima filiale sarà aperta presso la sede romana della Confcommercio di via Properzio. Imprebanca nasce per fornire alle Pmi un servizio innovativo e semplice, mettendo insieme il Gruppo Banca Finnat, la compagnia assicurativa Ina e l'ente per concessioni ai lavoratori aziendali, Ecla. Direttore di questa nuova banca sarà Riccardo Lupi, responsabile della direzione finanziaria Bnl fino al 2007.
gli obiettivi che questo nuovo istituto si propone sin dal principio si traducono in 50 milioni di capitale, quattro filiali nel 2010, da far arrivare a 13 oltre a 6 punti sul territorio entro cinque anni, 25mila clienti retail e 5mila Pmi entro il 2015. Tra gli azionisti della nuova banca figurano molti gruppi imprenditoriali della capitale che operano nei settori del commercio, dell’edilizia, del turismo e della grande distribuzione.

giovedì 8 maggio 2008

Caro carburante negli Usa: magari avessimo il loro prezzo della benzina

Ebbene si, anche negli Usa si fa sentire il peso del petrolio oltre i 122 dollari.

Secondo il dipartimento dell'energia i consumi della driving season ( la stagione calda che invoglia all'uso dell'auto) faranno salire il prezzo del carburante fino a 3,73 dollari al gallone a giugno.

Anche con questi aumenti, comunque i loro prezzi resteranno ben lontani da quelli italiani:infatti 4 dollari al gallone (3,7litri) equivalgono a 0,68 cent al litro, circa il 40% di quanto siamo costretti a sorbirci in Italia, a causa di una morsa fiscale asfissiante fatta di accise e iva e di una politica energetica fallimentare...

mercoledì 7 maggio 2008

Unilever vuole disfarsi di Bertolli e marmellate Santa Rosa




La multinazionale Unilever vuole disinvestire in Italia.



Per le marmellate Santa Rosa, valutata in 200 mln, è stato confermato l'intento della società di essere pronta a accogliere e valutare l'interesse di potenziali acquirenti.






Per quanto riguarda invece il marchio Bertolli (olio e Aceto), è allo studio una cessione in licenza del marchio per olio e aceto, mentre per quanto riguarda il settore sughi e surgelati rimane la volontà di continuare, visti anche gli ottimi andamenti del mercato statunitense dove sono molto sviluppati.Bertolli fattura a livello mondiale 600 mln di euro e le eventuali partnership strategiche accettate da Unilever, dipenderanno dalla cessione o meno degli stabilimenti italiani al partner.



Confermata anche la volontà di cedere i marchi Olio Dante e Maya.



Alzi la mano chi sapeva che questi marchi non fossero "italiani"? non tanti vero...Alla faccia della difesa dei prodotti alimentari italiani dagli imitatori stranieri...

giovedì 6 marzo 2008

Scalata Yahoo:è pronto Time Warner!!!

Secondo il WALL STREET JOURNAL, si stanno tenendo fitti colloqui tra Yahoo! e Time Warner,colosso Usa dei media.L'accordo prevederebbe l'ingresso in Yahoo della divisione internet Aol di Warner.Nonostante questa contromossa dei vertici YAhoo! per reagire all'OPA lanciata qualche settimana fa da Microsoft, i ben informati sostengono, che alla fine, sarà proprio la compagnia di Bill Gates la probabile vincitrice di questa disputa.

giovedì 10 gennaio 2008

L’insostenibile leggerezza del PIL…


Sul magazine Ventiquattro del Sole24ore è apparso un interessante articolo che affermava che recenti studi hanno dimostrato che il pil del 1970 e quello del 2000 hanno lo stesso peso.Ma cosa vuol dire? La ricerca ha stimato il peso reale di tutte le produzioni(agricole e industriali) e di tutti i servizi che generano ricchezza e li ha confrontati tra loro arrivando al paradossale risultato…come è possibile?
Innanzitutto bisogno parlare delle produzioni agricole: esse unitariamente sono rimaste invariate( un kg di grano è sempre un kg di grano), ma in maniera complessiva sono aumentate a dismisura per poter affrontare la crescita demografica del Novecento.
Per quanto riguarda le produzioni industriali, pur essendoci moderni processi di lavorazione che permettono volumi maggiori, grazie all’utilizzo di nanotecnologie e di materiali molto più leggeri(alluminio, plastica), il peso complessivo risulta incredibilmente invariato.
Fino a questo momento quindi la vittoria per l’economia più pesante spetterebbe a quella del 2000, ma…
Ma, appunto, nel 2000,anno del boom tecnologico (e economico) di internet, ha maggior rilevanza nella struttura del pil il settore terziario, il settore dei servizi, e quindi anche tutto ciò che immateriale…
E’ immateriale il brand della CocaCola, ma quel marchio è stato stimato che vale 70.400.000.000.000 di dollari, e dopo di esso ce ne sono migliaia e migliaia,se non miliioni di marchi che hanno un valore, seppur non siano un qualcosa di materiale.Conseguentemente è immateriale anche un portafoglio di marca, prendiamo il caso Unilever, nel cui stato patrimoniale figurano piu di mille marchi e tutti hanno un valore, quel valore che si esplica nel maggior prezzo dei prodotti cosidetti di marca rispetto quelli unbranded.
E’ immateriale,inoltre, tutto il settore della conoscenza, del Know How, oggi non è più importante fare ma sapere, è fondamentale e indispensabile un organizzazione efficiente, mentre in passato assumeva importanza solo produrre tanto, oggi bisogna produrre bene, senza inefficenze, ricercando economie di scala o vantaggi di differenzazione che permettono di avere una posizione competitiva sui mercati globali.
Infine, ma non meno importante la parte del leone del settore Immateriale è costituita dal mondo della finanza, dove tutto è immateriale, quasi virtuale, si è passati dalle monte metalliche alle banconote di carta e agli assegni, fino ad arrivare alla moneta virtuale che non si vede ma che scorre sulle vie telematiche, che generano ricchezza a loro volta pur non producendo niente di fisico se non mero Hardware ( sono i sistemi informativi, bellezza).
Ma quindi si è alleggerita anche l’economia come scienza? Sicuramente si, non più modelli strettamente matematici,ma influenze sempre maggiori dalle materie umanistiche quali psicologia, sociologia, filosofia…
In fondo il creatore dell’economia Adam Smith era un filosofo morale…L’economia è tornata all’origini, leggera, priva di peso…
Rielaborato da Ventiquattro,Il Magazine, n.8/2007:PIL senza gravità, F. Galimberti, pag 52

mercoledì 5 settembre 2007

La storia infinita dei mutui subprime:lo sbarco nelle webcompany!

Tutti pensavano che la crisi dei mutui facili made in Usa fosse stata circoscritta, e che tutto sarebbe tornato alla normalità velocemente! Ma non è cosi…
L’advertising on line infatti è in calo e Google&co sono alle prese con meno introiti publicitari. Negli Stati Uniti, infatti, il 16% della pubblicità su internet arriva dalle società finanziarie, che in questo momento devono tener conto di perdite, e i primi a essere tagliati sono e saranno glli investimenti pubblicitari. Ma il male non si ferma qui! Anche altri comparti hanno deciso di limitare le pubblicità online…Infatti gli investimenti del settore finanziario non sono in crescita gia dal 2000 quando errano gia intorno al 14% del totale. Ma è il settore dei consumi a destare preoccupazioni, in quanto essi investono il 52% degli introiti publicitari di google.Ma se si riducono i consumi…anche gli utili delle web company saranno notevolmente minori.
La crisi dei mutui non è ancora finita,perche si sta ripercuotendo su settori lontanissimi tra loro.E dal punto di vista borsistico le cose non vanno meglio per Google, Yahoo etc: la Borsa nell’ultimo mese ha perso il 6%, mentre mediamente tutte le aziende web hanno perso un 8%abbondante.
fonte: Google&c. alla crisi dei mutui, di I.Della Valle, IL sole24ore, pag 12; 1 settembre 2007